Articolo del 13 Agosto 2008
Le Olimpiadi sono una goduria per chi, come me, segue con molta passione ogni disciplina sportiva possibile ed immaginabile.
Scherma: splendida come sempre la Vezzali, che porta a casa l’oro nel fioretto individuale dopo una difficile finale contro una scimmia urlatrice di nazionalità coreana. Menzione d’onore anche alla bella Granbassi che batte la Trillini nel derby per il bronzo.
La squadra maschile porta a casa un bronzo firmato Sanzo e nulla più. Deludenti Cassarà, sostituto del "boicottato" Baldini, e Montano; quest’ultimo non è più lo stesso da quando ha donato la sua sciabola di carne a quell’ammazza-sportivi della Arcuri (Coco docet).
Judo: la sorpresa che non t’aspetti arriva dalla Quintavalle, judoka di 25 anni che porta a casa una medaglia d’oro nella categoria 57Kg femminile. Sconfitto ai ripescaggi Maddaloni, campione olimpico in quel di Sidney 8 anni or sono.
Tiro con l’arco: quella maledetta freccia da 7 punti scoccata proprio alla fine nega l’oro nella prova a squadre. Psicologicamente devastante per il sottoscritto l’eliminazione ai quarti di Galliazzo nell’individuale. Quell’uomo un po "mallardo" resta però il mio mito.
Tiro a volo: aspettando l’iridato Benelli, commovente l’argento dell’esordiente D’Aniello. Abbastanza fastidiosi i piattelli fumosi portati per la prima volta alle olimpiadi, che mal s’accostano al cielo grigio di Pechino.
Nuoto: odio la Pellegrini, mi sta tremendamente sul cazzo, ma stamattina si è riabilitata ai miei occhi con un oro con record del mondo nei 200m stile libero. In più voci di corridoio parlano di un Kobe Bryant ingrifato dopo aver visto la nuotatrice veneta cantare l’inno di Mameli sul podio: le darà due colpi alla faccia del fidanzato Luca Marin? Chissà!
Nel frattempo l’americano Phelps continua a distruggere primati e punta a far suo il record di ori vinti in una singola olimpiade, appartenente al conazionale Mark Spitz (stando a Lois Griffin, atleta dai genitali mitici) dal 1972.
Scommetto che tra qualche anno salterà fuori la storia che il 23enne di Baltimora era solito bombarsi peggio di un cavallo da corsa colombiano.
Calcio: dopo due vittorie con goleada ed un pareggio scontato, la nazionale olimpica approda ai quarti come vincitrice del girone che la vedeva opposta a Camerun, Honduras e Corea del Sud (ah ah, fanculo). Le speranze di successo sono rivolte alla classe del folletto Giovinco (basso come me) e Montolivo, veri fari del centrocampo. Peccato per l’infortunio a Rocchi e Marchisio, due orrimi giocatori.
Ciclismo: qui non c’è storia. Nonostante la tradizione di gloria che possiamo vantare, i padroni attuali della disciplina sono di nazionalità spagnola. Dopo Contador che ha portato a casa il Giro d’Italia, Sanchez soffia in volata l’oro a Rebellin. Un toro nei raggi mai, eh? Ottimo bronzo di Tatiana Guderzo nel femminile.
Pallavolo: il glorioso volley maschile dei Giani, Luchetta, Mastrangelo & co. è un ricordo degni anni 90. Sconfitti dagli USA, le speranze di portare a casa medaglie non sono alte. Sorte diversa per le donne che, nel dramma della Aguero, vincono e convincono al di là di tutto e tutti. Ste ‘qui sono commoventi.
Pallanuoto: se settebello era sinonimo di stravittoria, ora il termine porta alla mente solo una qualità di preservativi della Durex.
Come nella pallavolo, anche qui sono le donne a portare avanti il tricolore, con un setterosa inaspettatamente in forma.
Tennis: essendo sul sintetico, punterei quattro spiccioli sulla vittoria del serbo Djokovic. Se si vuol seguire i pronostici dettati dalla classifica ATP l’oro però dovrebbe essere un contenzioso tra Federer e Nadal. Contro lo spagnolo ha ben figurato Potito Starace, tra l’altro avellinese come me, sconfitto ma con onore. Fuori anche Seppi e Bolelli. Nel femminile si resta aggrappati alla Schiavone, ma l’exploit è abbastanza improbabile.
Aspettando altre discipline ed altre finali continua l’immersione selvaggia nello sport olimpico, sperando che l’Italia possa consolidarsi grande nazione nel medagliere. I cinesi, nel frattempo, fanno incetta di titoli con atleti spuntati dal nulla, frutto di chissà quale macchinazione; persino Yao Ming, secondo Sport Illustrated, pare essere frutto di un progetto di super-atleti!
Bah… Viva lo spirito olimpico.
Quest'articolo è stato pubblicato il giorno 13/08/2008 alle ore 07:08 pm.
Ne è l'autore Vincenzo De Notaris, ed appartiene alla categoria: Sport.
E' possibile leggere tutti i messaggi inviati in merito a questo articolo tramite il Comments RSS feed.
L’opera è messa a disposizione sulla base dei termini della Creative Commons Public Licence: Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5.