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Un attesa lunga due anni

Articolo del 17 Settembre 2008

Sono passati più di due anni da quella farsa chiamata Calciopoli, prodotta e diretta dalla premiata ditta Tronchetti-Rossi-Moratti; da quella vicenda la Juventus ne è uscita con le ossa rotte, ridimensionata e relegata al calcio che poco conta. Ebbene, dopo questo periodo di lontananza dalle luci della ribalta, questa sera, in quel dell’Olimpico di Torino, la Vecchia Signora torna a competere sul palcoscenico che più le compete, in quella Champions League che tanto affascina: avversario di turno lo Zenit di San Pietroburgo.
La finale si terrà a Roma, proprio come nel 1996, quando la Coppa dalle grandi orecchie fu dei bianconeri: che dire, spero in un bel ricorso storico… Sognare non costa nulla… Chi è abituato a vincere deve sempre avere grandi ambizioni, anche senza il favore del pronostico!

Forza ragazzi!


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Gli sportivi dell’anno, 2008

Articolo del 17 Agosto 2008

Negli ultimi tempi sono diventato un po monotematico, concentrando spesso le mie attenzioni sullo sport. Chiedo venia a chi, leggendo, dovesse annoiarsi, ma con quest’Olimpiade in atto è davvero impossibile esimersi.
A mio modo di vedere, il podio degli sportivi dell’anno è bello che delineato.

1) Michaels Phelps, nuotatore (USA)

Da Pechino arriva il nuovo olimpionico recordman, lo squalo di Baltimora Michael Phelps che con 8 ori conquistati in un’unica edizione dei giochi toglie lo scettro al collega Spitz che a Monaco aveva racimolato ben 7 allori.
Aggiungendo anche le vittorie conseguite ad Atene 2004, l’americano diventa il miglior atleta della storia dello sport dei 5 anelli.
Senza di lui, la spedizione statunitense avrebbe racimolato una figura davvero molto magra nella terra dei dragoni!
Sono rimasto impressionato principalmente dalla facilità con cui son state conquistate le vittorie, senza affanno, con un dominio netto sin dalla prima bracciata. E’ cosa rara vedere la linea verde del record che invece d’essere inseguita, insegue.
Complimenti a questo ragazzo dall’infanzia difficile che, battuto Spitz, ha finalmente mostrato anche un lato tenero, inneggiando alla madre ed alla sorella dopo esser entrato da protagonista negli annali.

2) Usain Bolt, velocista (JAM)

Ieri ho seguito la finale più rappresentativa dell’atletica leggera, quei 100 metri piani che hanno incoronato leggende quali Carl Lewis e Maurice Green (escludo Ben Johnson e Tim Montgomery perché dopati). Senza ombra di dubbio alcuno, posso definire questa la gara più bella a cui abbia avuto modo di assistere e che ha portato in auge un nuovo re: Usain Bolt.
Atleta giamaicano di 22 anni, "Lightning" ha fermato il cronometro a 9.69 secondi, stabilendo così il nuovo primato mondiale della disciplina. Considerando la facilità irrisoria col quale ha battuto gli avversari, rallentando a 10 metri dal traguardo per esultare, e l’assenza di vento, ho come il presentimento che questo uomo-jet possa persino limare quei 9 centesimi e stabilire a 9.60 quello che secondo alcuni scienziati rappresenta il limite umano impossibile da battere.
Sconvolgente la sicurezza con la quale Bolt si è approcciato alla gara, ballando, scherzando col pubblico, ostentando non boria bensì massima consapevolezza nei propri mezzi. Strepitoso!

3) Rafael Nadal, tennista (ESP)

Anno magico per questo ragazzo spagnolo che, dopo aver vinto il Roland Garros e Wimbledon, ottenuto il primato nella classifica ATP, corona persino il sogno dell’oro olimpico. Dotato di un atletismo eccezionale ed un’esplosività muscolare pazzesca, il buon Rafa ha imposto anche a Pechino la sua legge, battendo in semifinale il serbo Djokovic ed in finale Fernando "mano de petra" Gonzalez. Come ciliegina sulla torta adesso manca solamente l’US Open, ultimo torneo annuale del Gran Slam. Certa è una cosa: re Roger Federer ha ormai abdicato.


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Beijing 2008, cronaca del 13/08

Articolo del 13 Agosto 2008

Le Olimpiadi sono una goduria per chi, come me, segue con molta passione ogni disciplina sportiva possibile ed immaginabile.

Scherma: splendida come sempre la Vezzali, che porta a casa l’oro nel fioretto individuale dopo una difficile finale contro una scimmia urlatrice di nazionalità coreana. Menzione d’onore anche alla bella Granbassi che batte la Trillini nel derby per il bronzo.
La squadra maschile porta a casa un bronzo firmato Sanzo e nulla più. Deludenti Cassarà, sostituto del "boicottato" Baldini, e Montano; quest’ultimo non è più lo stesso da quando ha donato la sua sciabola di carne a quell’ammazza-sportivi della Arcuri (Coco docet).

Judo: la sorpresa che non t’aspetti arriva dalla Quintavalle, judoka di 25 anni che porta a casa una medaglia d’oro nella categoria 57Kg femminile. Sconfitto ai ripescaggi Maddaloni, campione olimpico in quel di Sidney 8 anni or sono.

Tiro con l’arco: quella maledetta freccia da 7 punti scoccata proprio alla fine nega l’oro nella prova a squadre. Psicologicamente devastante per il sottoscritto l’eliminazione ai quarti di Galliazzo nell’individuale. Quell’uomo un po "mallardo" resta però il mio mito.

Tiro a volo: aspettando l’iridato Benelli, commovente l’argento dell’esordiente D’Aniello. Abbastanza fastidiosi i piattelli fumosi portati per la prima volta alle olimpiadi, che mal s’accostano al cielo grigio di Pechino.

Nuoto: odio la Pellegrini, mi sta tremendamente sul cazzo, ma stamattina si è riabilitata ai miei occhi con un oro con record del mondo nei 200m stile libero. In più voci di corridoio parlano di un Kobe Bryant ingrifato dopo aver visto la nuotatrice veneta cantare l’inno di Mameli sul podio: le darà due colpi alla faccia del fidanzato Luca Marin? Chissà!
Nel frattempo l’americano Phelps continua a distruggere primati e punta a far suo il record di ori vinti in una singola olimpiade, appartenente al conazionale Mark Spitz (stando a Lois Griffin, atleta dai genitali mitici) dal 1972.
Scommetto che tra qualche anno salterà fuori la storia che il 23enne di Baltimora era solito bombarsi peggio di un cavallo da corsa colombiano.

Calcio: dopo due vittorie con goleada ed un pareggio scontato, la nazionale olimpica approda ai quarti come vincitrice del girone che la vedeva opposta a Camerun, Honduras e Corea del Sud (ah ah, fanculo). Le speranze di successo sono rivolte alla classe del folletto Giovinco (basso come me) e Montolivo, veri fari del centrocampo. Peccato per l’infortunio a Rocchi e Marchisio, due orrimi giocatori.

Ciclismo: qui non c’è storia. Nonostante la tradizione di gloria che possiamo vantare, i padroni attuali della disciplina sono di nazionalità spagnola. Dopo Contador che ha portato a casa il Giro d’Italia, Sanchez soffia in volata l’oro a Rebellin. Un toro nei raggi mai, eh? Ottimo bronzo di Tatiana Guderzo nel femminile.

Pallavolo: il glorioso volley maschile dei Giani, Luchetta, Mastrangelo & co. è un ricordo degni anni 90. Sconfitti dagli USA, le speranze di portare a casa medaglie non sono alte. Sorte diversa per le donne che, nel dramma della Aguero, vincono e convincono al di là di tutto e tutti. Ste ‘qui sono commoventi.

Pallanuoto: se settebello era sinonimo di stravittoria, ora il termine porta alla mente solo una qualità di preservativi della Durex.
Come nella pallavolo, anche qui sono le donne a portare avanti il tricolore, con un setterosa inaspettatamente in forma.

Tennis: essendo sul sintetico, punterei quattro spiccioli sulla vittoria del serbo Djokovic. Se si vuol seguire i pronostici dettati dalla classifica ATP l’oro però dovrebbe essere un contenzioso tra Federer e Nadal. Contro lo spagnolo ha ben figurato Potito Starace, tra l’altro avellinese come me, sconfitto ma con onore. Fuori anche Seppi e Bolelli. Nel femminile si resta aggrappati alla Schiavone, ma l’exploit è abbastanza improbabile.

Aspettando altre discipline ed altre finali continua l’immersione selvaggia nello sport olimpico, sperando che l’Italia possa consolidarsi grande nazione nel medagliere. I cinesi, nel frattempo, fanno incetta di titoli con atleti spuntati dal nulla, frutto di chissà quale macchinazione; persino Yao Ming, secondo Sport Illustrated, pare essere frutto di un progetto di super-atleti!
Bah… Viva lo spirito olimpico.


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